Valeria Serofilli    Ebbra

Ora tu qui / alchemica mistura
ed il pallore si farà dunque rubino
fecondo di ebrezza e dolci attese
paghe di amplessi e di sorprese

Nata appena / come d’uva il mosto
Appena sorta / com’alba da tramonto
Schiusa / pistillo da corolla:
liquida / com’acqua di sorgente

Tempo è di berci / chimerico piacere
tempo è di sorsi, aliti ed essenze:
il tuo fiato da noi trasfonde
e si alimenta
e ne accresce l’orlo e lo trabocca

Vendemmia di pelle / occhi negli occhi.
Se è tutto inganno
inganno sia
perché è questo
il più dolce annegamento!




"L'alba", Joan Miro
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Massimo La Spina   Imperfetto

irragionevole lingua che
rimette d'un fiato veloce
un'anima lunga di sere
sedute davanti alla vita

fin troppo breve rilascio
di note acidule e scure
sul bordo chiaro del labbro
umido ancora d'incerto

irragionevole lingua e fiera
bestia che scarta di lato
rincorre dolcezza e barlumi
di senso e parole sfuggite

trascìnati pure là fuori
pronuncia di veri pensieri
e lasciami un tempo di sogno
sul margine della bocca

Cariatide, Amedeo Modigliani

***********

Le parole non sono mie

le parole non sono mie
e non volevo derubarle
mio è l'ordito e l'impuntura
di fuochi fatui d'antica memoria
e il tempo a macchia d'olio
sulla carta

le parole non sono mie
e non volevo approfittarne
mio è l'accosto e il condimento
un impazzire ritroso di cavalli
dietro agli anni lasciati
alle spalle

le parole non sono mie
ma non mi pento di averle usate
mio è l'amore per ricucirle
col fiato rovente del tempo
sulla vela dei sogni
a brandelli

le mie parole quelle più dense
non sono mie neanche un momento
mio è il pensiero che le guarisce
il desiderio che si rivestano
di un sorriso e di un ornamento

per il cuore

le parole non sono mie
mio è il silenzio che le protegge

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Francesca Pellegrino       smemoraRia

non ho anime sufficienti
a pagare questo debito d’amore
carezze alla solitudine
madre che salvi labbra
dietro sorrisi di finestre chiuse

e poi sere che la luna è lo scoglio più lontano
un solco di luce da riempire sempre
foglie smemorate e sangue, gli occhi

ché se lo guardo bene questo cielo
vedo solo il buio rimasto illeso
vento che ingravida tempeste
memoria di nuvola a maledire

e se a volte capita di bagnarmi lacrima
è perché resto incredula soglia
foglia basita di attese e
rugiada allo specchio
che mi urla nel cuore il male muto del mondo


*da "L'enunciato", Libreria Padovana Editrice


Salvador Dalì, Donna con testa di fiori

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Annamaria Ferramosca         Poeti*

Si alternano al caffè, si scambiano
avventate visioni, moti lunari
borborigmi, sillabe, silenzi
Un po' ventriloqui - quel tanto
che serve a digerire il mondo
un po' avventurieri - quel tanto
che serve a non temere
incontri imprevedibili

- Scusami, ero distratto -
dicono spesso, ma senza
convinzione. In quell'istante
lo sguardo catturava fantasmi
la lieve densità che rimane
dietro cellule e pietre
Il tormento - abbiate compassione -
è afferrarne i brani, separare
intraducibili note di silenzio
dai rumori terragni, attendere
che in alto appaia la fune scintillante
col trapezista assorto, che governa
insieme volo ed equilibrio, indica
l'esattezza del tempo

- Abbiate comprensione - brulica
di invisibili segni
                                                          il silenzio.

* da Curve di livello, Marsilio, 2006

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Gustav Klimt, "Beethovenfrize, Allegory of poetry"
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Alberto Mari     A prova d'amore


Suggeriva occhi all'incontro
la donna dell'apparire

regali imprendibili
mi riaprivano
una per tutte riprovava
la scena della voce

la forma esigente
dell'emozione insisteva

ci teneva a tutti e due

era come contare a caso
dentro dentro a lungo
il più possibile.

Pablo Picasso, "Blue Nude"

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Matteo Lefèvre     So fare solo occhi

Yo solo sé hacer ojos
pero me obligan a hacer listados de palabras.

Quieren analizar si alguna de las que repito

tiene algun sentido grammatical,
sigue algun patron genetico.

En la calle
el lenguaje es distinto, admite mezclas vulgares,
interlenguas, traslenguajes, argot;
refleja
impressiones de tiburones
colgados como objetos de arte,
caballos y filas extasiadas de cabezas de pez.

Hopper, Stanze sul mare

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Maria Pia Quintavalla     Il padre


Quell’altra bocca quella
intessuta al viso e quell’acre
odore stupito che sorride,
come una mezzaluna guarda affaccia

dove ti specchi acqua chiara
nube anche tu,
quel viso sempre amato
capitato a te accanto,

icona più addensata e pura,
forse lo amavi perché lo indicavi
con gesto fiducioso della mano?
Esso lo specchio di quest’altro,
più piccolo, sorriso a mezzaluna
della manina (lingua e cuore)
che gli si tendeva, t u a -
oh figlia strema, giù in attesa.

Saggezza a mezzogiorno,
filigrana alla finestra dei bei
sogni, e voci
sui più tenui prati che

su più bianca strada un
suo destino sogna.


(da "Album feriale", Archinto 2005)




Escher, "Vincolo d'unione"
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ANA LOURDES DE HÉRIZ RAMÓN      ENERO


Come spiegarti l’ora bianca della sera.
Se guardi la sabbia vi è sempre un granello
orgoglioso di essere più grigio, più grande.
Lo lasci lì, le isole e le voci.
Gli uccelli come le pagine
che sfoglia il vento spazientito
perché hai letto più onde che righe.

Come spiegarti l’ora ardente della sera.
I passi nella salita pregano il sole di aspettare.
 Non sei ancora arrivato alle ombre conosciute,
alle ceneri di ieri, alle fiamme e agli altri libri.
 Il vento abbandonato vuole sedersi a cena
e dormire con te.

Vedi appena come scappa l’ora di madreperla.
Arriva il momento dell’azzurro e del verde,
gli aghi di pino aggrovigliati dal vento offeso.

Come spiegarti i colori delle altre ore
che disegnano il profilo di un’assenza.
Ti arrendi e decidi che le parole diventino baci,
il tuo corpo il prisma di un arcobaleno completo.

(premio Nosside 2006)




Vincent Van Gogh, "
Wheatfield under a Cloudy Sky"
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Fabio Pusterla   Breve omaggio a Plutone, II

Perché la pioggia, perché il vento e le pianure
notturne, l'erba gialla, il respiro.Quell'acqua
che scroscia nei vicoli, e i prati.Perché
non c'è tregua o domani. Soltanto
le sbarre, la gabbia di un io.
L'inferno è non essere gli altri,
guardarli passare e sparire nel niente:
un posteggio che piano si svuota,
il cantiere del vento.

(in  "Pietra Sangue")



Wassily Kandisnky,   "Geflecht Von Oben n231 "

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***ANTOLOGIA DEI NUOVI POETI, ITALIANI E STRANIERI***

A cura di

*Le poesie scelte - di autori giĂ  pubblicati e/o recensiti- sono tutte soggette a copyright.
(*cliccate sul nome se volete conoscere la biobibliografia dei poeti inseriti*)

Poeti Italiani
Baroni Simona
Bartoli Roberto
Bernini Fabrizio
Bertozzi Roberta
Bisconti Maria Grazia
Bisutti Donatella
Borettini Monica
Brandolini Alessio
Brunella Enrico
Camporesi Caterina
D'Angelo Enrico
Damiani Claudio
Dell'Agnese Bruna
De Maglie Davide
Donati Alba
Ferrari Mauro
Ferramosca Annamaria
Fiori Antonio
La Spina Massimo
Lefèvre Matteo
Maggi Monica
Mangione Stefano
Manzoni Franco
Mari Alberto
Monreale Daniela
Nannini Alessandro
Napoli Adriano
Pellegrino Francesca
Pusterla Fabio
Quintavalla Maria Pia
Ravazzano Alfonso
Romanò Franco
Rossi Massimo
Valeria Serofilli
Scrignòli Massimo
Sinicco Christian

Spera Raffaella


Poeti Stranieri
Armitage Simon
De Heriz Ramon Ana Lourdes
Galehdaran Leili
Maxwell Glyn
Sedakova Olga






Crisòtemi (Ghiannis Ritsos)
"Avviene sempre così. Non sappiamo più come comportarci, come parlare, a chi, e che cosa dire. Restiamo soli con invisibili travagli, in guerre invisibili, senza vittoria né sconfitta, con una moltitudine di invisibili nemici o, semmai, di ostilità. E nel contempo con una folla d’alleati – invisibili anch’essi – come la luna del vecchio giardino, come il pesce rosso e perfino il gatto."

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